NUTRIRE IL PENSIERO

Dal labirinto del coronavirus nessuno esce da solo

Ivo Lizzola, Bergamonews, 2 maggio 2020

Nella memoria degli studenti – dalle scuole d’infanzia alle università – resterà scolpito questo anno scolastico particolare, che ha fatto scattare di prepotenza le prove di cattedra del futuro.
Bisognerà debellare anche un virus più insidioso: quello della diffidenza nelle relazioni umane, del sospetto di non imbattersi in incontri con “positivi”, o con guariti (che però non si sa mai se saranno immuni da ulteriori pericoli di contagio) o con gli asintomatici (di cui non si conosce il numero).
Nessuno si salva da solo. Papa Francesco ha usato l’efficace metafora della barca comune su cui veleggia l’umanità: solo la fiducia, il legame reciproco, il remare insieme verso un comune approdo possono permettere l’ardua traversata

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Partiamo dai bambini per riaprire le città

Franco Lorenzoni, Internazionale, 30 aprile 2020

I bambini sono i grandi esclusi dal discorso pubblico sulla cosiddetta fase due. Perfino sulla questione della riapertura delle scuole, sembra li si consideri unicamente come figli da piazzare perché i genitori possano tornare a lavorare.
Per rovesciare questa mancanza di attenzione c’è bisogno di un segno, forse di un sogno: aprire gli spazi della città a un uso meno alienante e distruttivo, per renderla più aperta e ospitale, bisogna innanzitutto riuscire a immaginarla. E nell’immaginare nuovi usi degli spazi urbani bambine e bambini sono alleati fondamentali, perché non ancora ammalati dal pigro realismo che paralizza i pensieri di troppi adulti.

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La tecnocrazia è morta. Ce l’ha detto il Covid

Luigina Mortari, Avvenire, 30 aprile 2020

Per la filosofa Luigina Mortari «è tempo di rompere il legame economico scientista che ci governa: la realtà è complessa e le tecniche da sole non la interpretano». Se il quadro di riferimento è questo, non c’è più spazio per una cultura dell’anima. La filosofia della cura mette al centro l’esperienza, la conoscenza di sé che diventa sollecitudine verso l’altro.
Da dove si dovrebbe cominciare? Una comunità si riconosce dall’importanza che assegna alla formazione. A ogni livello, partendo dalle bambine e dai bambini ai quali va assicurata, fin dai primi anni, la possibilità di esercitarsi sulla propria interiorità: di pensare in grande almeno in alcune occasioni, che poi si riveleranno fondamentali in età adulta.

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Siamo più fragili, serve più umanità

Mauro Ceruti, Avvenire, 28 aprile 2020

«Siamo figli dell’abitudine moderna a pensare che le cose abbiano una spiegazione semplice. E questa si accompagna alla logica alla droga della quantificazione». È necessario riformare i sistemi di educazione e di istruzione. C’è ancora poca interdisciplinarità e molta burocratizzazione, tecnicizzazione nelle scuole e nelle università! Usiamo la Rete, ma non mettiamo in rete fra loro i saperi, i problemi, le crisi.

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Sul senso di questi giorni e l’esperienza della distanza

Pierluigi Mele intervista Ivo Lizzola

Il virus tocca tutti, non fa differenze, arriva ovunque. Una grande “messa alla prova” della nostra capacità di mettere in comune la vita, e insieme di preservarla. Insieme, appunto.

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La vera libertà. La riscoperta di una forza che dà frutti

Chiara Giaccardi, Avvenire, 31 marzo 2020

Siamo sfidati a uno sguardo che vada al di là di noi, che valichi i limiti di una vita già tratteggiata, che trascenda il perimetro delle nostre preoccupazioni, che si proietti oltre ciò che noi riusciamo a vedere da soli… perché la vita non si risolve solo in quello che riusciamo a fare, ma nel dialogo misterioso tra la nostra dimensione e quella scala più ampia che è la stessa vita; nel dialogo tra ciò che si presenta come conquista e ciò che sboccia come dono inspiegabile; nell’interazione tra il qui e adesso e ciò che è dell’ordine dell’eterno.

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Momento straordinario di preghiera in tempo di epidemia. Sagrato della Basilica di San Pietro.

Papa Francesco, 27 marzo 2020

Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare.

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Conta la cura dell’essenziale. Riparare la vita: fatica (e politica) urgente

Luigina Mortari, Avvenire, 26 marzo 2020

Non cambia l’ordine delle cose sapere tutta la nostra vulnerabilità, ma pensarla e accettarla obbliga ad altre scelte, ad altri ritmi, obbliga soprattutto ad aver cura della vita.

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Preghiera nella prova presente. Per i piccoli e per tutti noi

Ernesto Olivero, Avvenire, 8 marzo 2020

Dio, lo so che piangi con noi. Lo so che ci stai chiedendo un di più di fede, un di più di speranza, un di più di preghiera, un di più di amore. A nome di tutti, eccomi, ecco il mio di più e tu lo sai che è tutto quello che ho, perché è il dono che mi hai dato tu, che sei Tutto. Fallo per me, mio Dio, papà.

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