Convegno FISM: inclusione dei bambini “diversi” nella scuola indicatore di qualita’. 80% dei bambini disabili delle scuole dell’infanzia accolti nelle scuole paritarie FISM. Politica di inclusione necessita interventi educativi integrati e risorse. La FISM denuncia crescente difficolta’ delle scuole e delle famiglie per la mancata erogazione, a tutt’oggi, dei contributi statali previsti per le scuole paritarie dell’infanzia


lunedì, 04 ottobre, 2010

Reggio Emilia, 2 ottobre 2010 – “ Accogliere tutti con uno sguardo per ciascuno” è il titolo ed insieme la cifra del convegno della Federazione Italiana Scuole materne ( Fism) in corso a Reggio Emilia ed al quale partecipano oltre cento insegnanti ed educatori delle scuole dell’infanzia paritarie.
“Finalità del convegno – afferma Biancamaria Girardi, responsabile del settore diversa abilità della Fism – è porre le basi e proporre non tanto la ricetta del come integrare, quanto come fare in modo che la scuola non escluda o emargini alcuno, portando scuse e giustificazioni non sempre valide. Argomento di riflessione è il mostrare come si possono affrontare e superare le barriere, non tanto architettoniche, quanto culturali ed anche economiche, se c’è volontà, chiarezza e determinazione riguardo al come operare. In un tale clima tutti comprenderanno che ciascun bambino ha un unico desiderio: essere riconosciuto, accettato, accolto per quello che è. Siamo inoltre convinti che ogni bambino , abile o diversamente abile, ha diritto ad avere un progetto di vita che nasce sin dall’inizio della propria esistenza, continua e si arricchisce anche mediante la frequenza della scuola dell’infanzia intesa come luogo privilegiato di promozione integrale mediante l’incontro vivo e vitale con il patrimonio culturale, umano e sociale”.
“ Nonostante le difficoltà economiche – dichiara Mariannina Sciotti, presidente regionale Fism dell’Emilia Romagna – non abbiamo mai pensato di non accogliere un bambino diverso nelle nostre scuole. Anzi abbiamo realizzato diversi progetti specifici di inclusione e sulla base dei risultati possiamo dire che la presenza di bambini diversamente abili ha attivato una sinergia positiva fra scuola, famiglia, società e territorio”.
“ La scuola di qualità – afferma Italo Fiorin, docente di pedagogia speciale alla Università Lumsa di Roma – è una scuola nella quale la persona che la abita ( alunno o insegnante che sia ) trova un’occasione per crescere e sviluppare la propria umanità. Di conseguenza l’inclusione di bambini diversamente abili è un indicatore di qualità. In Italia abbiamo superato l’approccio specialistico ed il modello medico riabilitativo che considerava la disabilità solo come una questione medica e registriamo una maggiore responsabilizzazione degli insegnanti e della comunità scientifica, tuttavia un ostacolo ad una politica di integrazione è la diffusione negli ultimi tempi di una cultura orientata alla competizione ed alla efficienza”.
In questo contesto ha assunto particolare significato la relazione, svolta con il sussidio di un interprete, la relazione di Claudio Imprudente, diversamente abile e presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna . “ Vogliamo sottolineare – ha detto Imprudente – che la diversità non è un problema da risolvere, né un peso da sopportare da soli, ma una risorsa culturale ed una ricchezza politica ed educativa per tutti. Una collettività che accoglie la diversità è una collettività che guarda al futuro”.
“ La presenza di bambini disabili nelle nostre scuole – afferma il segretario della Fism Luigi Morgano a margine del convegno – è una realtà incidente ( 4300 bambini nelle scuole paritarie Fism su un totale di 5mila delle scuole paritarie dell’infanzia ) e le numerose iniziative di approfondimento per un adeguato inserimento , come il convegno odierno, dimostrano un interesse crescente, anche a livello delle singole scuole, per essere riferimento ed aiuto alle famiglie. Il tema dell’accoglienza , quindi, rappresenta una sfida per una scuola che intenda essere tale: ovviamente, non può essere lasciata sola, senza mezzi, senza rete di supporto. E’ necessario un adeguato piano di interventi educativi integrati , nonché risorse ad hoc da parte dello Stato, degli Enti locali, delle ASL , in grado di rendere concrete affermazioni che diversamente lo sarebbero solo di principio. In questo contesto la mancata erogazione, a tutt’oggi , dei contributi previsti da parte dello Stato per le scuole paritarie dell’infanzia crea un’ulteriore crescente difficoltà che le nostre scuole e le famiglie sono costrette ad affrontare”.

L’attenzione della Fism per queste tematiche non termina oggi con questo convegno . Di disabilità ed inclusione nella scuola dell’infanzia si parlerà ancora il prossimo 17 novembre nel convegno” Handicap e disabilità: indicazioni e proposte della Fism per l’inclusione nelle scuole dell’infanzia “ organizzato dalla Fism nell’ambito della Fiera ABCD di Genova.

COMUNICATO STAMPA – 2 Ottobre 2010


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